sono quattro. e precisamente questi tre: l'europa e un altro che non mi ricordo.
Su in un albero. una pietr...
flound in un albero. una pietr...
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utente anonimo in un albero. una pietr...
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fotografare un fiore.
è difficile.
una buona macchina, un obiettivo adatto possono permettere a molti di scattare una buona foto.
tecnicamente buona.
con photoshop, poi, si possono fare tante cose ulteriori.
in mettere e in levare.
invece.
fotografare un fiore facendo capire a chi guarda chi quella foto ha scattato, mostrandogli cose al di là del fiore ritratto.
è cosa riservata a pochi.
[uno di questi pochi era mapplethorpe.]
fotografare una donna.
è facile quando la donna è bella, quando il suo corpo è liscio.
fotografare una donna nuda e bella con una macchina digitale potente, con un obiettivo luminoso, porterà come risultato una bella donna nuda su file.
[e, dopo, photoshop.]
ma fotografarla come quel fiore è cosa di pochi.
"figlio, sai come dovrebbe cominciare l'amore?"
di improvviso attacco di nervous, vado a mangiarmi un panino duro.
cazzo.
le guide hanno una funzione.
non dico di no.
le guide hanno la funzione di dare a chi le legge un'idea di percorso.
punto.
le guide, però, hanno anche la presunzione di stabilire la differenza tra il bene e il male.
tra il buono e il cattivo.
le guide, così facendo, si comportano come chi ti dice cosa devi fare e cosa no.
le guide.
io le leggo solo per fare una panoramica su.
quando, poi, mi imbatto in un ristorante o in un vino che nelle guide non è contemplato e che pure è, ho la conferma dell'assunto.
come se ci fosse bisogno di conferma dell'assunto.
il passato a volte ritorna.
sotto forma di.
perché ci sono anche le coincidenze, certo. le coincidance da compilatore di guide vinicole.
quelle che è come spalare la neve.
così, stamattina mi sono chiesto quante probabilità ci sono che un tale, viste determinate foto che nulla o poco hanno a che vedere con quelle che lui scatta abitualmente [lo stile, diceva job, è quella cosa che ti appartiene per quanti sforzi tu faccia per non averla], decida di legare con un piccolo cappio il suo occhio alle prime.
a foto che nulla dicono di chi le ha scattate.
quante probabilità ci sono?
[le coincidenze, a volte, mi fanno paura.]
valeria parrella è molto bella.
anche chiara gamberale non è male.
e per qualcuno l'amicizia vale, al più, tre euro e cinquanta.
la settimana passata ho dimenticato di comperare kafka sulla spiaggia. dimentico sempre qualche cosa in libreria.
mi distraggo.
così mi sono imbattuto in un libro bianco e arancio. la storia di un professore americano, di cui avevo sentito parlare, che muore. muore e parla.
della morte, della vita, dei figli piccoli cui non farà in tempo a spiegare tutto quello che avrebbe voluto.
e.
non so se è un libro melenso. spero di no.
il professore, ritratto in una foto con i tre figli al collo, ha un sorriso dentone e contagioso.
ho comperato il suo libro.
e il suo sorriso.
sabato, alla feltrinelli del lingotto.
non c'era che poca gente e andare in libreria (anche in una libreria trista come la feltrinelli del lingotto è) e trovarla semideserta non è una brutta esperienza.
non c'era nessuno perché a poche centinaia di metri da lì si rappresentava il salone del libro (la fiera). dicolo salone perché l'unica volta che ci sono stato si chiamava ancora così.
[viridian mi scuserà.]
perché non ci vado mai?
per tanti motivi.
il primo è la pigrizia.
ma c'è anche che il salone non mi ha mai interessato molto. la lettura è sempre, per me, un'esperienza privata. da condividere con le persone care, ma privata. mi riesce difficile immaginare i libri come una faccenda commerciale, anche se lo sono.
e poi temo anche che, andando a conoscere il tale scrittore amatissimo, andando a sentirlo dire cose, andando forse a stringergli la mano, questi potrebbe rivelerarsi un pessimo essere umano. mi rovinerei il piacere di leggerlo, da quel momento in avanti.
è un rischio non da poco.
al salone, però, ci andrei volentieri se scontassero il prezzo dei libri.
o se ci fossero degli stand enogastronomici.
poi non so mai con chi andarci. i miei amici non leggono che pochi, trovano indiscriminatamente buonissima qualunque bevanda contenga alcol.
sono pure quasi tutti del toro.
i miei amici.
è il disegno di solitarietà, che tanto mi si addice.
e poi, oggi, ho tanto da fare.
e poi, oggi, ho sonno.
fronte.
«Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo ad andarvene!»
retro.
«Molti baci a tutte e due !!! Il "Vostro" presidente»
ahia.
chiunque viva intorno e sull'asse torino-milano conosce certamente più di un (una) dodo, dado, beba, biba, etc etc, bobo.
io una volta conobbi anche un gogo. che starebbe per goffredo, se ricordo bene. e allora è meglio gogo.
[per quanto quest'onomastica bisillaba mi infili sempre interminabili brividi in der la schiena.]
di bobo famosi me ne vengono in mente due.
il primo è un cabarettista, specializzato esclusivamente nell'opaca imitazione del di lui defunto padre. è famoso, sì, ma riscuote scarso successo di pubblico.
forse perché non fa ridere.
il secondo è un omone che di professione fa, non si sa ancora per quanto, il calciatore.
da giuovane era un fenomeno assoluto. uno che prendeva la palla a metà campo per andare a scaraventarla in porta trascinandosi dietro un paio di difensori avversari attaccati con gli incisivi ai suoi calzoncini.
aveva forza, potenza, velocità e tecnica. ma doveva avere anche un carattere un po' balourdo.
l'anno in cui giocò e vinse lo scudetto con la juvi, incastrò il futuro allenatore dell'italia in un armadietto degli spogliatoi.
no, per dire.
fu subito venduto al madrid per un cospicuo numero di miliardi.
poi la lazio, poi una roba nera e azzurra, poi.
ha avuto una carriera piena zeppa di infortuni (sopratutto muscolari) e di trasferimenti in tante squadre diverse. forse anche per via del carattere balourdo di cui dicevo. la sua caratteristica è sempre stata quella di cambiare aria un momento prima che la società da cui si allontanava diventasse vincente.
sfiga? forse.
forse anche il fatto che a bobo piaceva molto quella che, invece, la s non ha. e quella lì, dovunque vada, la segui sempre.
lui stesso raccontava che quando giocava a madrid aveva dei chiodi piantati sopra il letto, su ognuno dei quali appendeva le mutandine delle fanciulle che da quella stanza transitavano.
[dubbio: e se, invece, questo trovarsi spesso al posto giusto nel momento sbagliato fosse indice di incapacità di un calcolo non a breve termine? o di incapacità di scendere a compromessi?]
in campo era un giocatore fortissimo, ma non vincente.
come baggio, con più figa e meno buddha.
in nazionale contro la corea, nel 2002, sbagliò un gol a un metro dalla linea di porta e cinquantacinque milioni di persone furono eliminate dai campionati del mondo.
poi, una decina di giorni fa, calcia male (pare: non l'ho visto) un rigore nella partita decisiva per la stagione della fiorentina, eliminata in semifinale di coppa uefa.
[la fiorentina non è cinquantacinque milioni di persone nemmeno contandole sul pianeta terra tutto.]
il giorno dopo, sui giornali, l'epitaffio.
ricordo sempre che, come diceva la buonanima, un giocatore non si vede da come tira un calcio di rigore.
piuttosto.
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
a me sono sempre piaciuti due tipi di giocatori, quale che fosse lo sport.
quelli belli da vedere, eleganti (ralph sampson, zidane, clyde drexler, oscar schmidt) e quelli vincenti (earvin johnson, larry bird, mike d'antoni, platini). i vincenti sono quelli che magari hanno fatto cagare per tutta la partita e tu li hai pure insultati.
ma all'ultimo secondo fanno il punto decisivo.
ecco.
bobo non è mai stato un giocatore di questo secondo tipo, però vederlo giocare (con maglie che non contenessero l'azzurro tra i colori) è sempre stato un piacere.
per questo mi sembra da stronzi scriverne come se fosse una fidanzata trovata a letto con una pattuglia di negri.
a lui ho ripensato leggendo l'agiografia di toni made in d'orrico (che mesi fa intervistò, meravigliosamente, proprio bobo) sul magazine di ieri.
scrive il saggio:
"Notte di giovedì 10 aprile scorso. Il Bayern Monaco si gioca in casa degli spagnoli del Getafe (l’inferno) l’accesso alla semifinale di Coppa Uefa. Segna per primo il Getafe. Pareggia Ribery per il Bayern al penultimo minuto del secondo tempo. Supplementari. Gli spagnoli sono rimasti in dieci, sembra fatta per il Bayern. Contro ogni logica il Getafe va sul 3 a 1. Mancano 5 minuti alla fine, lo stadio è una bolgia. Palla a Luca Toni: gol. 3 a 2. Ultimissimo minuto. Di nuovo palla a Toni: di nuovo gol. 3 a 3. Passa il Bayern. I tifosi spagnoli inviperiti urlano a Toni: «figlio-di-puttana» (direttamente in italiano per non correre il rischio di essere fraintesi). La storia non è finita. Anzi. Adesso viene il bello. Telecronaca italiana della partita su Sportitalia. Ore 23,15, il telecronista annuncia: «Bayern ormai eliminato. Forse abbiamo dedicato troppe copertine al davvero deludente Luca Toni». Due minuti dopo Toni segna il primo gol, cinque minuti ancora e segna il secondo."
[fare il giornalista sportivo è un nonlavoro molto bene retribuito.]
bobo, come detto, non ha mai vinto tanto in carriera, pur segnando gol a pacchi.
si è trombato fanciulle come la canalis e la satta e massimo rispetto a entrambe, sopratutto alla prima.
insomma, si è divertito.
è pure caduto in depressioni nere, a dire che forse una qualche sensibilità può esserci anche in chi sembra che nella vita giochi sempre e solamente e che giudicare senza conoscere è cosa che non si fa.
al giudicare io preferisco il ricordare.
e ricordo che, nei tanto vituperati elenchi dei massimi contribuenti italiani del 2005, bobo risulta il calciatore di serie a che in quell'anno guadagnò di più.
oltre ventimilioni di euri lordi (non solo dal calcio, i suppose).
a dire: uno che dichiara i redditi, che paga le imposte.
poi andate pure a fare il tifo per rossi valentino.
che in quell'elenco non c'è.
non più riva-botta per me.
ma piscina, palestra, bicicletta, scop... ah, no... bicicletta.
non riesco ancora a stare a lungo inginocchiato.
[il che mi crea non pochi problemi nel pregare.]
ma cammino bene.
gino si piega con apprezzabile angolo.
ho il permesso fisioterapico di correre.
[ma piano.]
ho il permesso fisioterapico di nuotare.
[ma non a rana.]
la mia richiesta di giocare a pallacanester, invece, ha suscitato inspiegabile ilarità.
tuttavia.
la via per diventare un dio greco, lastricata di lacrime sudore e sangue, è spalancata di fronte a me.
[ma non mi depilo. no.]
"Quando l'incantesimo si romperà, Acquario, potrai sfruttare tutte le risorse che finora ti sono state negate. Quando l'incantesimo si romperà, finalmente scoprirai tre grandi, bellissimi segreti che finora hai avuto sotto gli occhi senza vederli. Quando l'incantesimo si romperà, scivolerai giù da quel lucido piedistallo su cui era così difficile rilassarsi e cadrai in un posto assurdo, dove sarai libero di provare sentimenti che non avevi da tanto tempo. Quando l'incantesimo si romperà, sarà perché tu hai deciso di romperlo."
una telefonata.
di un tale, cliente, che mi ringrazia per avere fatto i suoi interessi (=per averlo messo in guardia) nonostante la controparte sua fosse un mio amico di vecchia data.
in pratica mi ha ringraziato per avere fatto il mio lavoro.
come se non se lo aspettasse.
la stampa apre oggi urlando lo scoop di marcelletti arrestato per truffa, peculato, concussione e dita nel naso.
poi quelluomolì che tenterebbe un blitz; immagino dove e non approfondisco.
poi la gang delle ville rimessa in libertà.
poi la bottiglia della coca-cola a prezzo ridotto per contrastare il calo vendite [con che plastica la faranno?!].
poi tanto salone del libro, tanta polemica antiisraeliana, che con la letteratura non c'entra niente, tanti agitatori di professione che approfittano dei riflettori, occupazioni, imponenti misure di sicurezza e vaffanculo.
poi.
il corriere on line, invece, apre con padoa schioppa che preannuncia dieci anni di lacrime e sangue [sempre che chi governa abbia voglia di].
prosegue con la notizia di una nuova esecuzione in usa, un tale che a suo tempo avrebbe ucciso la fidanzata [stronzo lui o rompicoglioni lei?].
continua con un'intervista a uno dei cinque massacratori di verona.
poi l'immancabile quelluomolì.
poi la morte della fondatrice di canale italia [cosa è canale italia?!?].
poi marcelletti arrestato .
ma se si guarda bene.
sul corriere online e non sulla stampa onpaper.
nei trafiletti blu c'è anche la notizia piccina picciò dell'ecatombe (corriere dixit) dell'altro giorno in birmania.
ventisettemila morti da uragano.
i soliti negri.